Macron 365: cosa salvare dopo il primo giro di boa

È passato all’incirca un anno dall’insediamento di Emmanuel Macron all’Eliseo. Il 14 maggio scorso, infatti, il tradizionale passaggio di consegne con il capo di stato uscente formalizzava la vittoria del leader del nuovo partito europeista francese, La République En Marche. Nell’arco di un anno l’Enfant prodige di Amiens è riuscito a gettare le basi per una gran parte del suo programma di riforme, ma la sua opera di rinnovamento del Paese non è riuscita ancora a far breccia nell’animo vigile del popolo francese.

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Social Trump: 5 cinguettii che mandano a rotoli il Going Public

A partire dagli anni Ottanta, nel corso del doppio mandato di Ronald Reagan, prese forma una nuova stagione della politica: quella della cosiddetta campagna permanente. La campagna diventava permanente soprattutto perché lo sforzo comunicativo rimaneva costante e, da quel momento in poi, ogni presidente ha trovato le sue narrazioni e il suo stile retorico personale e la presidenza retorica è diventata un dato istituzionalizzato.

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Curiosità e innovazioni: la comunicazione diventa stellare.

Chi sicuramente non correrà il rischio di finire nella rete della costellazione di Musk è Starman che, ormai sparito dalla vista di gran parte dei telescopi terrestri, dovrà ora preoccuparsi di un’unica connessione: quella della frequenza radio della sua Tesla per sentire Bowie gridare ancora una volta il suo nome.

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