L’applicazione dell’Intelligenza Emotiva nell’ambito del Management.

In Emotional Marketing by Elisabetta Marzatico

Vuoi fare team building nella tua azienda e non sai come fare?
Vuoi ovviare alla minore disponibilità alla solidarietà e maggiore competitività del
tuo team di lavoro?
Non temere. La psicologia moderna mette a disposizione del Manager odierno uno strumento infallibile: l’Intelligenza Emotiva.
L’Intelligenza Emotiva (I.E.) è la capacità di capire i sentimenti degli altri al di là delle parole, qualcosa che ci spinge alla ricerca di benefici duraturi piuttosto che al soddisfacimento degli appetiti più immediati e che ci consente di governare le emozioni guidandole verso direzioni più vantaggiose.

Ma come influisce l’I.E. sulle performance aziendali e perché è così importante?
Quali fattori sono in gioco, ad esempio, quando persone con elevato Q.I. falliscono e quelle con Q.I. modesti danno prestazioni sorprendentemente buone?
Imparare a riconoscere le emozioni proprie e quelle degli altri e porre questo nuovo linguaggio alla base del proprio comportamento e delle proprie scelte quotidiane permette di interagire in maniera più produttiva ottenendo effetti concreti sul modo in cui gestiamo la nostra quotidianità: autoconsapevolezza emozionale, controllo delle emozioni, empatia, gestione dei rapporti. Un ambiente di lavoro più sereno, una miglior collaborazione tra i dipendenti e una valorizzazione più efficace delle competenze individuali significa inevitabilmente produrre di più.

Secondo lo studioso Daniel Goleman, infatti, l’abilità di renderci conto di cosa ci rende produttivi, di cosa ci distrae dal raggiungimento dei nostri obiettivi e cosa invece ci rende più efficaci è essenziale per costruire il proprio vantaggio
competitivo. Per un leader che voglia puntare al successo della propria azienda, equilibrando la razionalità con la compassione, è importante saper puntare sulle relazioni, sul mettere a proprio agio le persone e farsi ascoltare suscitando entusiasmo e sentimenti positivi nei propri collaboratori, per poi cogliere e sviluppare le capacità emozionali dei propri dipendenti e saperle valorizzare come vere e proprie competenze.
Uno strumento possibile per il leader che voglia approfondire la conoscenza di questo costrutto è il coaching. Le passioni, come suggeriva lo stesso Aristotele nell’ “Etica nicomachea”, sono della alleate quando ben esercitate: esse guidano il nostro pensiero, i nostri valori, la nostra stessa sopravvivenza. Gestire un’azienda significa anche capire come gestiamo le nostre emozioni, cosa ci rende davvero produttivi, come lasciamo che le distrazioni ci interrompono quando siamo concentrati e come questo ci renda più o meno efficaci.
Il punto è cambiare la cultura aziendale, integrando l’intelligenza sociale nelle divisioni Risorse Umane. Un uso intelligente delle emozioni non solo è possibile, ma è anche auspicabile per vivere meglio il rapporto con sé stessi e con gli altri.

Maria Chiara Augenti